Me ne vado

Ma non per sempre, mi sposto sulla concorrenza, che almeno si può smanettare con l’html. Addio.

Mike Bongiorno fa spot anche da morto

E’ inutile chiedersi cosa abbia fatto di tanto importante per il paese e per la collettività Mike Buongiorno da meritarsi i Funerali di Stato, e da essere compianto nel Duomo di Milano dal primo ministro e da una folla commossa di italiani. Lo sappiamo già:  non ha fatto assolutamente nulla.

Carla Benedetti su ilprimoamore. Condivido.

un domani crea problemi già oggi

pensavo che dover decidere cosa fare del proprio futuro fosse facoltativo.
non lo è
, dici, non lo è mai stato.
provo a convincerti che non è colpa mia se la forza d’inerzia è più forte della mia forza di volontà. è la natura che è fatta così, darwin l’ha spiegato. e non esiste nemmeno nessun dio con cui potersela prendere. noi siamo figli del sabato e dei saldi nei centri commerciali e non c’è nessuno che ti restituisca i soldi quando ti accorgi che la merce è difettosa. al massimo un buono per la prossima corsa. a me non serve, qui si naviga a vista per avere la certezza del naufragio. dicono che sia meglio una fine spaventosa di uno spavento che non finisce mai. io credo che riuscirei ad abituarmi anche all’angoscia senza fondo. ci si abitua pure alle cose peggiori per quieto vivere. o anche solo per vivere. darwin ha spiegato anche questo, credo.

Se non vivessi qui anch’io

vi chiederei che cosa si prova a stare in Italia, l’unico paese al mondo in cui le avventure giudiziarie del Premier hanno una pagina apposta su wikipedia. E dove nonostante la situazione lo richieda con una certa urgenza, quello che sulla carta dovrebbe essere il maggior partito d’opposizione non fa opposizione, anzi non è nemmeno un partito. Perché il Pd non è un partito, è una suggestione mediatica venuta male. Qui però ci vivo anch’io, quindi lo so cosa si prova. Angoscia.

Padagnia libera!

Ma l’avete già sentito parlare il figlio del senatùr? Renzo Bossi, reduce da un triplo respingimento carpiato alla maturità, già team manager della nazionale (eh?) padana di calcio e neomembro dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo” (riuscirà a ricordarselo il nome dell’ente per cui lavora?) con stipendio – pare – di 12mila euro al mese, costui, dicevo, parla peggio di suo padre. Dopo l’ictus.

NB: Wow!, questo è giornalismo d’assalto: “tutte le padane aspettano ti sapere se sei fidanzato, ti sposerai?”

[video: lemalvestite.net]

11 settembre. Quello cileno.

allende

Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!
Estas son mis últimas palabras y tengo la certeza que
por lo menos será una lección moral que castigará la felonía, la cobardía y la traición.

Le ultime parole di Salvador Allende pronunciate a Radio Magellanes prima di morire l’11 settembre 1973.

Stalking: “denuncia chi ti perseguita”

papistalking

“Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo “viso angelico”, dalla sua “purezza”; le dice che deve conservarsi così com’è, “pura”(…) . E poi, una volta, ha aggiunto un’altra cosa del tipo: “Sei una ragazza divina“. Berlusconi, all’inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: “Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?“, lui prima le ha risposto: “Se te lo dico, non ci credi”. E poi: “Ma non si sente chi sono?”

Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi Letizia, la Repubblica, 24 maggio 2009