English lesson number one

timesIl Giornale innesta la baionetta e parte alla carica contro la Gran Bretagna. Non contro qualche politico inglese ostile alla Famiglia o certi giornali d’Oltremanica con l’imperdonabile vizio di dare notizie che non sono considerate tali dal direttore del Tg1. Se la prende proprio con tutto il Paese. Maria Giovanna Maglie, dopo aver indossato l’elmetto mimetico d’ordinanza, ha infatti deciso di dichiarare guerra alla Perfida Albione nell’articolo pubblicato ieri “Cari Inglesi, ormai vi abbiamo battuto in tutto”.

La Maglie, rispolverando un po’ di nazionalismo d’antan, scrive che, dato che da dopo il G8  l’ opposizione tace (“è rimasto a sgambettare solo quel Tonino Di Pietro la cui vocazione eversiva è stata chiarita anche per i più duri di comprendonio”), è arrivata l’ora di fare i conti con le critiche dall’estero: “adesso forse è anche il momento che le operazioni di confronto le faccia l’Italia, che ci diciamo «chi so’ io e chi si tu»”.

E “chi si tu” è presto detto. Come diceva Sordi nei panni del Marchese del Grillo: “Mi dispiace ma io so’ io e voi non siete un cazzo“. Che, per essere pubblicato, si scrive così: “Oggi London does’nt (sic) rule anymore, non domina più, e se di spocchia sui giornali e nelle tv, ah la mitica Bbc, ne è rimasta tanta, altrettanto non si può dire della realtà. (…) Non solo Londra non domina più, ma bene farebbero i suoi coraggiosi e spietati giornali ad abbassare le penne, smettere i panni anti italiani, misurarsi con la dura realtà”.


L’articolo ha lo stesso spessore di una discussione tra tifosi alticci al Bar Sport. La nostra squadra è migliore, gli altri fanno così schifo che non si devono nemmeno permettere di criticare, devono abbassare le penne, ché adesso chiariamo chi so’ io e chi si tu. La giornalista va avanti citando i campi in cui facciamo mangiare la polvere agli inglesi: si spazia dall’economia, alla minaccia islamica (colpevoli, gli inglesi, della “micidiale sottovalutazione del pericolo di cedimento all’islam”) alla trasparenza politica.

Su questo punto scrive: “In Inghilterra lo scandalo dell’abuso di rimborsi pubblici da parte dei parlamentari britannici ha incrinato la credibilità del «modello Westminster» tanto vantato all’estero”.

E’ vero, in questa materia quei rammolliti degli inglesi hanno ancora molto da imparare. Ci sono state dimissioni per pochi spiccioli di rimborsi extra. Quisquilie. Il ministro dell’interno si è dimesso per due film porno pay per view comprati dal marito (70 euro). Addirittura il primo ministro Gordon Brown ha chiesto scusa alla nazione. Noi siamo superiori, da noi i condannati per reati che vanno dalla corruzione al concorso esterno in associazione mafiosa siedono indisturbati in Parlamento, le nostre senatrici hanno il parrucchiere aggratis e i senatori godono del rimborso delle spese funerarie quando passano a miglior vita. Oltretutto i deputati-straccioni inglesi guadagnano solo 60 mila sterline l’anno, la metà di quello che prendono i colleghi italiani. E nessuno dei politici nostrani si è mai abbassato a chiederci scusa.

A stretto giro di posta arriva la replica del Times che, incurante dell’autorevole invito della Maglie “ad abbassare le penne”, pacatamente e serenamente scrive:

“La Gran Bretagna è un paese in declino, oscurata in ogni campo dall’Italia, anche la rinascita della nazionale di calcio inglese è dovuta al miracolo della gestione italiana.

Questo è il verdetto de Il Giornale, il quotidiano che fa parte dell’impero mediatico di Berlusconi, che ieri ha pubblicato pagine di critica sotto il titolo: “Cari Inglesi, vi abbiamo battuto in tutto”. L’attacco a tutto campo alla Gran Bretagna giunge dopo settimane di rivelazioni sulle buffonate sessuali del primo ministro italiano, gran parte delle quali lui sostiene siano state costruite come parte di una trama elaborata per destabilizzarlo. (…) L’attacco sembra essere un tentativo di sfruttare l’ospitalità del G8 della scorsa settimana, prima che emergano altre dichiarazioni sulla vita privata di Berlusconi”.

Il Times risponde  in a very British style, che poi sarebbe semplice buon senso. Mette le cose in chiaro, senza scomporsi né apparire isterico e senza scadere in retorica anti-italiana . I novelli difensori dell’orgoglio tricolore, invece, considerando i rapporti internazionali come una versione fuori luogo di Giochi senza frontiere(«Attention… trois, deux, un…FIIIT! »),  hanno perso ancora prima del fischio d’inizio.

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5 risposte a “English lesson number one

  1. L’ho sempre detto… sarei orgogliosa di essere inglese. Mi vergogno di essere italiana, almeno da quando Berlusconi è al potere.

  2. Eh si, la classe non è acqua……..

    Gli Inglesi hanno forse solo la classe avendo perso un impero, noi italiani siamo rimasti solo con l’acqua …alla gola.

  3. Parlate dei inglesi che escono ubriachi dai pub alla sera? Quelli che in Europa detengono il record di gravidanze indesiderate tra gli adolescenti? Quelli che hanno inventato una nuova religione affichè i loro re potessero ripudiare a piacimento le mogli? Parlate di quelli che quando da noi c’era il “dolce stil novo” andavano ancora in giro con la faccia dipinta di blu? Parlate di quelli che hanno ucciso Lady Diana per coprire la famiglia reale? Parlate di di quelli il cui colonialismo (senza aver mai chiesto scusa) ha conciato parte del terzo mondo come noi lo vediamo? Parlate di coloro che hanno fatto una guerra alle Falkland senza battere ciglio? Beh mi fermo perchè devo andare avanti al lavoro. Io sono ogogliosa di non essere inglese!

  4. Daniela che risposta scontata senza senso!
    E’ stato calcolato che se il Sud Italia fosse una nazione a parte sarebbe il posto più povero e degradato d’europa.

    Gli Italiani non solo escono ubriachi dai pub e vanni in giro a vandalizzare i centri storici ma escono anche impasticcati dalle discoteche e detengono il record per incidenti stradali in stato alterato. In Italia è anche altissimo il tasso di violenze contro giovani omosessuali. E forse dimentichi l’Italia della mafia, della camorra, dell’inquisizione, del clientelismo, del sadismo degli antichi romani?

    L’unico motivo per cui in Italia ci sono meno gravidanze indesiderate è che la maggioranza degli italiani sono dei bigotti pseudo cristiani che continuano a considerare il sesso una cosa sporca a quarantanni e crescono figli frustrati. L’Italia è il fanalino di coda d’europa per quanto riguarda l’educazione sessuale.

    In altre parole a fare le pulci alle nazioni ma sopratutto alle decisioni o alle gesta di pochi individui residenti in quelle nazioni ma non per questo rappresentativi del loro popolo, trovi cose rivoltanti dovunque e l’Italia non è nemmeno un briciolo migliore dell’Inghilterra in quel senso.

    Ma il punto era proprio questo: criticare obbiettivamente quello che non va e prendere ad esempio quello che va, senza trasformare il tutto in una “discussione tra tifosi alticci al Bar Sport” orrenda caratteristica squisitamente italiana che non fa che evidenziare il nostro zotico provincialismo e la nostra macchiettistica superficialità, che tu stai mettendo in mostra (per nostra vergogna) splendidamente.

  5. Mi stavo addirittura dimenticando di ventanni di fascimo, quando l’Inghilterra eticamente cercava di resistere alle violenze di un regime barcarico e l’Italia se ne stava accucciata nel grembo di Hitler.

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