Tranquilli, ci pensa lui

cipensoioCorreva l’anno 2002. Un litro di benzina senza piombo costa 1,04 €, al Festival di Sanremo vincono i Matia Bazar, a Cogne si compie il noto infanticidio, è proclamato santo Francesco Forgione in arte Padre Pio e Silvio Berlusconi, tanto per cambiare, è capo del governo.

Il 17 gennaio di quell’anno Repubblica titola: «Berlusconi: “Mi occuperò io di lotta alla prostituzione”». A seguito di un incontro con don Benzi (che nel frattempo ha reso l’anima al Signore) e due prostitute amiche sue a Palazzo Grazioli (quel Palazzo Grazioli), il self made man milanese “commosso fino al pianto” assicura la sua dedizione alla causa del fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII: lotta senza quartiere alla prostituzione.

“Ora me ne occuperò io”, dice. Poi dona alle due ragazze cinque milioni a testa. Ne esce fuori la solita paccottiglia di propaganda nauseante impastata di lacrime, banconote e buoni sentimenti. Ma sono i noti eventi di sette anni dopo ad aggiungere un lato grottesco alla vicenda.

Perché il mercato del sesso non solo non ha avuto flessioni in questi sette anni, ma ha acquisito clienti illustri. Il Berlusconi che pubblicamente si arruola nella crociata antiprostituzione con la benedizione delle gerarchie d’Oltretevere, alle prostitute non è così estraneo, pare. Poco male, per una volta che mantiene la parola data. Non aveva forse promesso di occuparsi della prostituzione? Beh, a suo modo l’ha fatto.

Correva l’anno 2002. Un litro di benzina senza piombo costa 1,04 €, al Festival di Sanremo

vincono i Matia Bazar, a Cogne si compie il noto infanticidio, è proclamato santo Francesco

Forgione in arte Padre Pio e Silvio Berlusconi, tanto per cambiare, è capo del governo.

Il 17 gennaio di quell’anno Repubblica titola: “Berlusconi: ‘Mi occuperò io di lotta alla

prostituzione'”. A seguito di un incontro con don Benzi (che nel frattempo ha reso l’anima al

Signore) e due prostitute amiche sue a Palazzo Grazioli (quel Palazzo Grazioli), il self made man

brianzolo “commosso fino al pianto” assicura la sua dedizione alla causa del fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII.

“Ora me ne occuperò io”, dice. Poi dona alle due ragazze cinque milioni a testa. Ne esce fuori la

solita paccottiglia di propaganda nauseante impastata di lacrime, banconote e buoni sentimenti.

Ma sono i noti eventi di sette anni dopo ad aggiungere un lato grottesco alla vicenda.

Perché il mercato del sesso non solo non ha avuto flessioni in questi sette anni, ma ha acquisito

clienti illustri. Il Berlusconi pubblicamente aurruolatosi nella crociata antiprostituzione con

la benedizione delle gerarchie d’Oltretevere, alle prostitute non è così estraneo, pare. Poco

male, per una volta che mantiene la parola data. Aveva promesso di occuparsi della prostituzione?

Bene, a suo modo l’ha fatto.

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