La strada più lunga

Christoph Rehage è partito da Beijing (che sarebbe Pechino, ma Beijing fa più cosmopolita) nel giorno del suo 26esimo compleanno nel novembre del 2007, con l’intenzione di tornare a casa a piedi prendendo la strada più lunga, the longest way. Ha attraversato la Cina per 4646 chilometri, lasciando crescere barba e capelli durante il viaggio, fotografandosi nelle tappe più importanti per condividere con il resto del mondo il suo cammino in formato jpeg. Il risultato è l’esaltante video qui sotto composto da centinaia di self pics (che poi sarebbero gli autoscatti, ma self pics fa più cosmopolita).
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6 risposte a “La strada più lunga

  1. Wunderbar!!!

    (avrei potuto dire, “stupendo”, ma “wunderbar fa più cosmopolita)

  2. Ma quanto e` spietato questo boy? E` incredibilmente americano (food shopping??!!). Non gliene frega niente della cina, il video e` solo un lunga seduta di psicanalisi. Ad essere cosi` egoisti, personalisti, egocentrici, spietati ogni tanto ce n’e` bisogno. Che belle trovatone di marketing eh….Mi sento usato da lui e mi rifiuto a questo.

    • Addirittura spietato? Non è americano, è tedesco. Non condivido quello che hai scritto, non credo sia possibile giudicare così duramente una persona e il suo viaggio di un anno solo da un video fatto di autoscatti. Quello è stato solo un modo per testimoniare il suo passaggio e condividerlo con gli altri.
      A me, ad esempio, è piaciuto parecchio.

  3. Vero, ma l’invidia fa questo e altro. Soprattutto quando finita giurisprudenza, ti ritrovi a capire che devi stare in Italia tutta la vita. Che non puoi scappare, perche` il diritto pubblico (che mi pare di capire hai odiato) e` diverso in ogni songolo fottuto angolo della terra. Quindi te ne stai rinchiuso per tutta la vita in uno studio legale e con una concorrenza di 200.000 avvocati tuoi simili non puoi nemmeno piu` fare i soldi, non puoi essere autorevole perche` nn esiste la meritocrazia qui. In questo bel paese di merda. Capisci adesso perche` sono invidioso?
    ps: e` tedesco, ma lo stile e` american. Yo.

    • Allora ti capisco, sigh. Non penso ti possa consolare, ma credo che sia il destino comune di molti. Quando leggo i blog degli italiani all’estero che sono espatriati per studio o lavoro e dicono di trovarsi benissimo lì dove sono, provo la tua stessa invidia. E spero un giorno di trovare il coraggio di andarmene anch’io, almeno per un po’.

      Ciao.
      ps: Con il diritto pubblico ci ho a che fare per studio, ma non l’ho mai odiato. Finora.

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